Check Point 1: 23-11-2004 ore 10.30

Check Point 2: 23-11-2004 ore 16.00

Check Point 3: 23-11-2004 ore 18.00

Check Point 4: 23-11-2004 ore 22.00

Check Point 5: 23-11-2004 ore 23.30

Ultime notizie: 24-11-2004 ore 12.00

Arrivo: 24-11-2004 ore 18.30

Zagora: 25-11-2004 ore 9.00

Check Point 6: Nekob 25-11-2004 ore 18.00

Check Point 8: 26-11-2004 ore 13.15

Zagora: 26-11-2004 ore 16.20


Reportage della prima parte di gara 25-11-2004

Reportage della seconda parte di gara 25-11-2004


Marrakech: 15-11-2004

El-ksiba: 15-11-2004

Imilchil: 16-11-2004

Boumalne: 16-11-2004

Nekob: 17-11-2004

Zagora: 19-11-2004


ITALIA-ARCO: 5-12-2004

Cari Naturaider si è conclusa nel pittoresco Hotel La Fibule du Draà di Zagorà la manifestazione sportiva "1° Naturaid Marocco 2004".

Dopo ben 475 km e 8190 m di dislivello gli atleti hanno potuto godere delle comodità che offriva, pure un meritato bagno turco che li ha proprio rilassati.Le premiazioni nella sala ricca di tappeti appesi ai muri prima della cena a base di cous cous di carne con verdure cotte e un inconsueto tajine alle prugne il tutto assaporando un ottimo vino rosso (uno strappo alle regole degli atleti).


Per questa prima edizione tutti sono stati premiati e ricco era il pacco gara: la MONTURA a fornito un completo sportivo tecnico, berretto con visiera, camicia maniche lunghe e pantaloncini corti con fibbia, la ARS ha fornito gli occhiali da bici per tutti più 3 paia di altissima gamma con lenti intercambiabili per i primi classificati, la LEE COUGAN ha premiato con un telaio di alluminio il primo classificato, e naturalmente tutti compresi gli autisti hanno ricevuto la maglietta ricordo NATURAID.Nei prossimi mesi riceveranno anche la vhs con le immagini più spettacolari della gara.I primi 3 classificati hanno ricevuto anche un piatto in ottone con scolpito al centro il logo del NATURAID, un lavoro da veri artisti.
L’unica e molto coraggiosa ragazza presente ha ricevuto un grazioso e delicato vaso di argilla fatto a mano.
Alla premiazione tutti erano molto soddisfatti e ogn’uno raccontava della propria avventura e degli incontri l’ungo il percorso. 


Maurizio Doro (www.mauriziodoro.it) biker estremo di spessore internazionale e già concorrente in numerose manifestazioni in Marocco (Circuito Salomon e Marathon des Sables), è l’ideatore di questa nuova gara che intende portare avanti negli anni dando la possibilità agli amanti dell’avventura, ma, che non hanno spirito per farne una da soli, di cimentarsi e capire i propri limiti in sicurezza seguiti da una organizzazione di professionisti. 

A questa prima edizione erano in 9 gli atleti che si sfidavano, nei giorni precedenti la partenza 3 sono state le assenze improvvise per incidente e malattia, e quasi sarebbe mancato anche Vincenzo Martini se non fosse stato per la sua determinazione e voglia di scoprire nuovi mondi. Infatti una settimana prima era caduto in bici procurandosi una fortissima contusione alla testa, si è presentato ugualmente mostrando visibilmente la ferita grave, ma il suo spirito è stato ripagato ampiamente.
Il 1° NATURAID MAROCCO 2004 è una gara unica nel suo genere, infatti è una gara di lunga distanza no stop per 475 km che si svolge con la MTB con una partenza e un arrivo da farsi nel tempo limite di 81 ore in completa autosufficienza (sacco a pelo, cibo e illuminazione notturna), l’organizzazione fornisce una assistenza e solamente l’acqua lungo il percorso in 8 chek point e campi CAMP, ad intervalli di 40-60 km.Prima della partenza gli atleti hanno dovuto presentare tutto il materiale obbligatorio imposto dall’organizzazione (vedi regolamento www.naturaid.com) e le verifiche si sono svolte al campeggio di El Ksiba dove la partenza era proprio l’uscita del portone.
”E’ un idea nuova” dice Maurizio Doro che si propone di promuovere perché è un viaggiatore estremo e ha concluso gare di estrema difficoltà nel mondo (vedi sito www.mauriziodoro.it info@mauriziodoro.it)
”Con questa gara si da la possibilità di vivere una speciale avventura con la bici in completa autonomia dimostrando le proprie capacità di sopravvivenza, rimanendo sempre in sicurezza perché le jeep sono sulla pista e seguono l’evento.
Il paesaggio è speciale e da proprio l’idea di trovarsi catapultati in una grande avventura dove vengono provati i propri limiti sia fisici che psicologici.E’ un percorso veramente bello e vario, devo dire la verità l’avevo progettato per parteciparvi anch’io, ma ho scoperto un alto mondo, quello del tracciatore ed è per questo che ero sul percorso una settimana prima per testarlo.Mi sono proprio divertito, anche se è molto impegnativo dare tutte le indicazioni su una distanza così lunga passando molti villaggi dove i bambini si divertono a cancellare i segnali o a cambiare le frecce. Questa era la mia più grande preoccupazione ed è per questo che ho voluto fare un road book il più chiaro possibile.Mi ha appassionato molto questa nuova cosa, cercare una pista nuova, provarla, vedere sulla cartina i dislivelli, è stata una bella gara anche per me. Studiata poi per farla con la luna piena, infatti cadeva proprio in questa settimana. E vi garantisco
che percorrere le piste sotto la luce della luna è una forte emozione.
Rifarlo poi durante la gara mi ha confermato che era un bel posto ed è stato fatto un buon lavoro.” 

La pista tracciata attraversa l’Alto Atlante da nord a sud per circa 300 km ed è qui che si fa il dislivello maggiore circa 5500m, per poi superare un importante e antico massiccio vulcanico abitato da popolazioni nomade Berbere, il Saharo con i suoi colori neri e scuri a differenza di quelli delle rocce rosse dell’Alto Atlante, infine si attraversa una zona desertica al limite del deserto del Sahara calda e piatta dove gli atleti hanno vissuto lunghi tratti in solitudine senza incontrare nessuno. Un’avventura da vivere non solo come gara ma anche per incontrare villaggi e popolazioni berbere semi primitive.

Ed è così che è stata interpretata da Lisa Garau e Mauro Miorelli. Sono arrivati in 3 giorni e mezzo nel tempo limite, “non conta”, hanno detto “vogliamo assaporare questa avventura e tutti i suoi profumi”. Percorrevano circa 150 km fino al tramonto per poi pernottare nei piccoli alberghetti o rifugi lungo il percorso sapendo di essere sempre controllati dall’organizzazione nei loro spostamenti, l’ultima notte li ha raggiunti anche Maurizio Doro ritornando indietro sulla pista e hanno dormito a N’kob in un albergo castello. Lisa Garau e Mauro Miorelli si sono proprio gustati il Marocco fino in fondo anche se per Mauro la gara è finita a circa 50 km dal traguardo per la rottura al telaio della sua bici.

È stata veramente una gara entusiasmante per tutti sia per gli organizzatori che per gli atleti che hanno goduto sulle piste anche se un lungo tratto di asfalto specialmente nella prima parte poteva essere evitato preferendo altre valli con piste sterrate.
“era mia idea tracciare un percorso quasi totalmente su pista, ma abbiamo dovuto fare i conti con il tempo che fa le bizze oramai da qualche anno su tutto il pianeta. La settimana prima alcune piste erano impraticabili per alcune frane e smottamenti provocate dalle forti piogge e in più anche la neve che abbiamo trovato la prima settimana ci ha fatto cambiare rotta, in più ora incominciano ad asfaltare anche le piccole piste per collegare i vari villaggi che non fa piacere sicuramente ai biker, ma il prossimo anno prometto meno asfalto….e….. più distanza. Siamo stati fortunati in gara, eravamo partiti con il tempo che minacciava pioggia, ma fortunatamente ha scaricato in altre valli. Una nota, la settimana dopo la gara ha incominciato a piovere su tutta la zona. Sarebbe stato troppo impegnativo per la prima edizione, in ogni caso sono stato costretto a fermare tutti gli atleti 5 ore e 45 minuti in piena notte prima di una pericolosa discesa di 15 km perché la temperatura era scesa troppo: oltre i meno 7, per poi farli ripartire uno alla volta con lo stesso distacco di tempo parziale.”

In Italia non sono molto conosciute questo tipo di gare e il biker preferisce le gare a tappe che però non offrono lo stesso contatto con l’ambiente e le popolazioni.
In questa gara gli atleti, vivono un’esperienza estrema in un ambiente molto suggestivo, contando solamente sulle proprie forze fisiche e psicologiche. Una occasione per scoprire i propri limiti e le bellezze del Marocco.
Tale manifestazione vorrebbe diventare un appuntamento annuale per i Bikers estremi, e una vetrina per ogni amante di questo sport, intenzionato a visitare il Marocco nei suoi molteplici aspetti.


Marrachek: 28-11-2004

Marocco! E’ in questa splendida terra africana che si è svolto e concluso nel migliore dei modi il 1°  NATURAID organizzato dall’atleta estremo Maurizio Doro.

Dal 21 al 28 Novembre una decina di atleti temerari hanno attraversato percorrendo 475 km e 8000 m di dislivello in completa autosufficienza il tragitto che dal nord dell’Alto Atlante e precisamente da El Ksiba,  li ha portati al limite del deserto del Sahara, per poi rilassarsi e festeggiare in uno splendido campo berbero sulle dune di Tinfu.

Il tempo massimo per completare questa gara estrema era di 81 ore.

Questi atleti cavalcando la loro bicicletta hanno attraversato le montagne dell’Alto Atlante, il massiccio vulcanico del Sarhro ricco di insediamenti Berberi, distese desertiche e polverose piste portandosi dietro tutto ciò che è necessario per la loro sussistenza (viveri, fornello per cucinare, materassino, lampade per pedalare di notte, ecc.), l’acqua, 3 litri, era l’unica cosa distribuita agli atleti dall’organizzazione ogni 40-60 km negli 8 chek point.

Ma chi erano questi uomini? Erano forse dei super-eroi? NO, sono solo persone che oltre ad amare lo sport ed aver compiuto altre imprese nella loro carriera, hanno deciso di avvicinarsi ad una gara, la prima e unica nel suo genere a livello mondiale, dove hanno vissuto a stretto contatto con la natura e con le meraviglie che ogni giorno ci riserva.

Persone abituate a vivere il classico quotidiano cittadino, hanno fatto i conti con la solitudine e questa è stata anche un’occasione per scoprire i propri limiti.

Una particolarità, anche la partecipazione di una donna, una ragazza sarda che per la prima volta ha provato una gara simile, ma contando sull’entusiasmo alimentato dai viaggi fatti con la sua bici in Marocco e Bolivia si è avvicinata fiduciosa! E’ stata una gara che ha impegnato  questi atleti non solo dal punto di fisico ma soprattutto è stata la loro psiche a ad essere messa a dura prova: non è stato facile trovarsi a pedalare in zone sconosciute, al caldo, in mezzo a tanta polvere cercando di riposare il meno possibile per riuscire a rispettare i tempi che ognuno si era proposto per concludere la gara!

Alla fine comunque erano tutti consapevoli e felici di aver partecipato a un’ evento unico al mondo e soprattutto di aver dato vita a quello che da ora si chiamerà NATURAID.

Il trentino si è mostrato al mondo facendo una gran bella figura, infatti l’ideatore e l’organizzatore nonché tracciatore di questo 1°Naturaid Marocco 2004 era il Trentino Maurizio Doro conosciuto nell’ambiente della mountain bike estrema e udite udite il vincitore della prima edizione è stato anche un altro trentino Michele Degasperi che ha portato a termine la gara in 30ore e 38 min.

Al secondo posto 3 atleti molto conosciuti nel mondo delle gare di endurance: Giovanni Montini di Varese, Vittorio Serra di Cagliari e il ligure Raffaele Vergella che hanno concluso in 33 ore e 36 min.

E al 3 posto Daniele Modolo di Treviso in 40 ore e 46 min.

 

 

Marrakech: 15-11-2004 [Torna su]
Eccomi arrivato a Marrakech.
L’aereo è stato puntualissimo.
Il volo a già procurato brividi, infatti ci sono state diverse turbolenze e una molto forte che ha costretto tutti al silenzio e a tenere i bicchieri della cena in mano per evitare che il contenuto si
rovesciasse. Sicuramente nessuno a dormito.
Ad aspettarmi all’intero dell’aeroporto,l’alta figura atletica (maestro e grande esperto di tavola a vela) dell’amico Paolo che traccerà con me il percorso del 1° NATURAID MAROCCO 2004.
17 gradi la temperatura e sulle montagne la neve che le ha rese candide mi dice Paolo mostrandomi le prime foto che ha fatto.
Poi al parcheggio incontro Fabrizio che con la sua Land Cruiser coordinerà tutti i mezzi e la logistica.

Siamo molto carichi e c’è grande entusiasmo.
Fabrizio da 12 anni lavora in Marocco e lo si vede dalla sua esperienza nel guidare nel traffico caotico e chiassoso di una città che è la più speciale dell’Africa del nord, l’antica città carovaniera: Marrakech

Il nostro corrispondente per i pernottamenti e Said Rukha, che ci accompagna nel lussuoso Hotel Amin, dove veniamo accolti con entusiasmo ed anche loro sono contenti di contribuire a questo evento.

Le prime notizie ci dicono che la settimana scorsa la temperatura è stata molto bassa, fino a meno 5°C, e c’era della neve sulla pista, una cosa molto inusuale in questi periodi (ma il tempo sta cambiando
in modo stranissimo in tutto il mondo)

Ora dopo aver fatto gli ultimi acquisti in città, ci avviamo verso El Ksiba e raggiungeremo, nel pomeriggio, il campo attrezzato da dove partirà la gara e la grande avventura del 1° NATURAID MAROCCO 2004

Un caro saluto Maurizio [Torna su]


El-ksiba: 15-11-2004 [Torna su]
Cari naturaiders, ben sentiti.
Oggi è stata una buona giornata e il tempo ci ha permesso di muoversi molto bene attraverso i suoi colori, infatti i paesaggi sono molto morbidi e sembrano dipinti a pastello.
Paolo ed io ci siamo mossi nelle viuzze che non sono cosi caotiche di gente, perché sono in corso alcune feste e la maggior parte dei negozi sono chiusi, era veramente un piacere muoversi.
Abbiamo fatto visita a dei suoi amici che ci hanno mostrato dei lavori di artigianato, veri capolavori dai tavoli in legno a specchi antichi, lampade nelle forme più strane e piatti in
ottone lavorato.
Finalmente si incomincia e ci spostiamo da Marrakech e ci dirigiamo a est. La nostra meta è El Ksiba la strada è larga e veloce e pianeggiante, attraversiamo grandissimi
campi dove contadini stanno arando la terra i luoghi danno serenità.
Molti alberi di olivo costeggiano la strada, a me piacciono tantissimo e ne mangio in grandi quantità.
Passiamo piccoli villaggi dove tutti sono indaffarati a fare piccoli lavori nelle piazze, saldare, riparare auto, lavorare il legno, ma quello che colpisce sono le macellerie al fianco di queste officine dove la gran quantità di carne è esposta anche animali interi, assorbe qualsiasi tipo di situazione dalle mosche alla polvere e tutti sembrano indifferenti.
Passiamo anche alcune grosse città prima di prendere un bivio e cominciare ad alzarci di quota. 
L’ambiente è aspro e le montagne si fanno importanti. Nel pomeriggio tardi con poca luce ( viene buio alle 5;30) arriviamo al nostro campo base, un campeggio molto particolare che è gestito da Patrizia e il
marito Fernando. Sono francesi trasferiti da Lione per cercare una pace e sembra che qui l’abbiano trovata.
Fa freddo e la temperatura e 0°C.
Una cena calda, si fa il punto della situazione per domani e poi a nanna. Che pace e silenzio le stelle nella notte buia sembrano vicinissime( la prossima settimana ci sarà la luna piena e immagino
la vibrazione nel pedalarci sotto( mi dispiace non partecipare alla gara) Paolo, Fabrizio ed io siamo molto carichi e siamo riusciti a creare una bella sinergia auguro anche a loro un buon lavoro e divertimento.
Mauri [Torna su]

Imilchil: 16-11-2004 [Torna su]
Tutto procede bene nella ricognizione e posizionamento dei segnali sul tracciato della gara . Siamo a Imilchil, 124 km e 3400 metri di dislivello dalla città da dove partirà il 1° NATURAID MAROCCO 2004. La giornata e stupenda con un sole che ti riscalda dal freddo della notte passata, la temperatura era scesa a meno 5°C. I paesaggi incontrati sono molto aridi, ma sempre affascinanti, dove dopo ogni curva, collina, angolo di casa scopri sempre qualche cosa di nuovo.
Mauri [Torna su]

Boumalne: 16-11-2004 [Torna su]
Ragazzi che percorso bellissimo.
Sono sicuro che vi piacerà.
Siamo stravolti, abbiamo tracciato e segnato circa 270 km di pista.
Mamma mia che bello, paesini primitivi dove contadini arano i campi con l’aratro di legno tirato da un mulo.
Le zone sono aridissime dove piccoli torrenti si insinuavano, costringendo il loro passaggio, tra le rocce e le valli.
Le ombre lunghe del pomeriggio davano un calore alle rocce rosse che era un peccato andar via.
Fabrizio ha guidato molto, Paolo ha fatto un sacco di foto e io con il GPS a creare il road book.
Stiamo facendo un buon lavoro.
Siamo a Boumalne, città molto movimentata, con circa 5000 m di dislivello e siamo veramente stanchi, si va a mangiare e poi a nanna.
Mauri [Torna su]

Nekob 17-11-2004 [Torna su]
Cari naturaiders, ben sentiti.
Al risveglio, questa mattina, dopo aver recuperato dal lungo viaggio di ieri ci siamo trovati sulla terrazza del hotel e dall’alto abbiamo ammirato la bellezza della città immersa tra le palme, una grandissima vallata verde, la valle Gorges du Dades.
Qui decisamente la temperatura si è alzata, ma anche qui ci hanno detto che quest’anno il freddo e maggiore.
Ci lasciamo alle spalle Boumalne e percorriamo una strada asfaltata per circa 12 km. Innanzi a noi una zona desertica e tra il filo dell’orizzonte due colori tenui l’azzurro del cielo e il marroncino della terra, il sole è gia alto alle 8:30.
Qui ci sono circa 12 ore di luce e 12 di notte. Non molto caldo ma il sole picchia forte e si può rischiare la febbre.
Entriamo in bellissime valli coltivate e percorriamo una larga pista che porta a Ikniounn ci stiamo arrampicando sul massiccio vulcanico del Saharo, dove vivono popolazioni berbere molto speciali.
Stiamo cercando una pista che io non conosco ma ne ho sentito parlare, fortunatamente incontriamo una macchina ben tenuta e
dal suo interno scende una figura distinta: è il Caid una sorta di sindaco della zona e ci da di suggerimenti. Ci consiglia di non
fare quella strada perché è interrotta e piena di fango, infatti sono state molte le precipitazioni piovose le scorse settimane che hanno provocato danni alle strade, ma hanno dato una mano ai contadini che li vediamo lavorare nei campi e pure a seminare.
Alcuni passi a 2300 metri ci portano in quota e possiamo ammirare dei bellissimi canyon dai colori scurissimi e rocce nere che per la loro conformazione e riflessi sembrano sudare.
Sull’altipiano si riesce a vedere lontanissimo ed è meraviglioso perché si distinguono i monti lontani, infatti non c’è foschia in
questo periodo.
È incredibile qualche giovane pastore avvolto nel suo giaccone sfida il vento freddo e pascola le sue poche capre che cercano chissà cosa fra le rocce. Tutti sono muniti di una sorta di fionda di corda che roteano sopra la testa e poi lasciando un capo lanciano un sasso per guidare le capre.
Una lunghissima discesa che facciamo molto lentamente e con numerose soste perché il paesaggio è mozza fiato e ci costringe a far foto. Veniamo depositati al villaggio di Nekob. Ci fermiamo per la notte in un meraviglioso “miraggio” che è l’hotel costruito con paglia e argilla, rivestito al suo interno di tantissimi tappeti colorati.
Si sta proprio bene e siamo coccolati dai camerieri vestiti di bianco.
Domani ci aspetta l’ultima parte verso il deserto.
Buona notte.
Mauri [Torna su]

Zagora 19-11-2004  [Torna su]

Cari Naturairers
Ieri mi sono proprio sentito a casa, per la terza volta ho dormito in questo pittoresco "hotel castello". Ho riconosciuto alcuni camerieri nelle loro vesti arabe, che danno un bel tocco in questa oasi nell'arida zona desertica. Dalla terrazza le stelle del cielo mi hanno portato a dolci ricordi. Paolo Fabrizio ed io abbiamo condiviso un abbondante cena a base di cus cus e tajiine nella calda e silenziosa saletta seduti sui sofà e abbiamo parlato della giornata passata e del Naturaid che si prepara a partire. Devo dire la verità è la prima volta per me che organizzo un evento così importante non nella figura dell'atleta, ma è bellissimo cercare le piste e tracciare il percorso. E' proprio divertente.
Oggi abbiamo finito di tracciare gli ultimi 100 km del percorso. Ora sì, si sente l'odore del deserto vicino, attraversiamo pianure quasi accecanti e polverose, unica vita gli alberi di acacia che
sembrano strappare nutrimento tra i sassi al gia poverissimo terreno. Poi come d'incanto dietro una collinetta sbuca un' oasi, alcune case dalla forma cubica con i loro campi intorno le loro palme e alcune piante di eucalipto.
Proprio l'oasi che noi sogniamo di andarci fin da piccoli guardando l'enciclopedia a scuola.
La parte finale si apre completamente in un orizzonte contenuto dai monti che riparano Zagora.
Numerose piste si incrociano e sulla sinistra tra piccole dune ci sono dei campi di tende nere dei nomadi berberi che sono scesi dai monti, con le loro greggi e cammelli, all'arrivo dell'inverno che
quest'anno si preannuncia più freddo del solito.
Anche Fabrizio si diverte con la sua fuoristrada a zigzagare e correre sulle piste che incrocia consapevole oramai che il nostro lavoro è terminato. Superiamo un ponte e imbocchiamo una via dove le tantissime palme nascondono dei lussuosi hotel per i turisti: siamo a Zagorà…fine
della pista…svolta a destra sulla strada principale della città…100 m
…qui arriva il 1° NATURAID MAROCCO 2004 
ORA TOCCA A VOI NATURAIDERS!

Ciao a tutti Mauri [Torna su]


Check Point 1: 23-11-2004 ore 10.30 [Torna su]
Tutti gli atleti sono usciti dal CP1 dopo aver affrontato in questa prima parte di gara (42 km) con un dislivello di 1300m. Il primo concorrente a presentarsi è stato Michele Degasperi seguito a breve distanza da Vittorio Serra, Giovanni Montini e Raffeale Verzella. Per i dati riguardanti gli altri atleti vedere la classifica

Check Point 2 (98km): 23-11-2004 ore 16.00 [Torna su]
Gli atleti hanno raggiunto il CP2 (1934 m slm) abbastanza compatti. Un plauso va a Lisa Garau che è riuscita in questi due primi check point a restare vicino agli altri concorrenti uomini. Anche in questo CP il primo a presentarsi è stato Michele Degasperi seguito da Vittorio Serra. Vedi la classifica per informazioni sugli altri concorrenti.

Check Point 3: 23-11-2004 ore 18.00 [Torna su]
Sette concorrenti del 1° NATURAID MAROCCO 2004 hanno raggiunto e superato Agoudal, il terzo Check Point (2364m slm). La notte è scesa sulla pista e i "nostri naturaiders" procedono a velocità sostenuta verso il prossimo controllo. Tenetevi in contatto...

Check Point 4: 23-11-2004 ore 22.00 [Torna su]
Quasi tutti gli atleti hanno superato anche il campo CAMP, 4° Check point (2004m slm) dopo un aver affrontato fino a questo punto un dislivello totale di 5550m!! Gli unici due che non si sono visti sono Lisa Garau e Mauro Miorelli che si sono fermati al CP3 per passare la notte al riparo dal freddo. Il primo atleta a presentarsi è stato Michele Degasperi che in questa parte di percorso è riuscito a guadagnare qualcosa sui suoi inseguitori. Non ci resta che attendere notizie dal prossimo CP per vedere se la situazione sarà cambiata....

Check Point 5: 23-11-2004 ore 23.30 [Torna su]
La temperatura in questa parte di percorso è scesa notevolmente e gli atleti hanno deciso di fermarsi a riposare qui a Boumalne de Dades (1590m slm). Fra qualche ora i primi ricominceranno il loro viaggio verso il traguardo e se riusciranno a mantenere il ritmo di questa giornata arriveranno domani con le luci del tramonto. 

Ultime notizie: 24-11-2004 ore 12.00 [Torna su]
Ci hanno comunicato che Michele Degasperi ha già lasciato il CP8 e si sta dirigendo con un ritmo strepitoso verso il traguardo.
Prossimamente ulteriori notizie ed approfondimenti

Arrivo: 24-11-2004 ore 18.30 [Torna su]
MIchele Degasperi è stato il primo atleta a superare il traguardo di Zagora alle ore 13.58!!! Gli altri atleti stanno ancora percorrendo l'ultimo tratto di gara. Grande merito a questo atleta trentino del team Carraro che ha vinto il 1° NATURAID MAROCCO 2004. A breve nuovi aggiornamenti

Zagora: 25-11-2004 ore 9.00 [Torna su]
Durante la notte tutti i concorrenti hanno tagliato il traguardo tra le dune del deserto del 1° NATURAID MAROCCO 2004. A breve seguiranno aggiornamenti della classifica e i commenti a caldo dei concorrenti.

Check Point 6: Nekob 25-11-2004 ore 18.00 [Torna su]
Lisa Garau e Mauro Miorelli si sono fermati alle 17.18 del 25 nel piccolo hotel di Nekob per riposarsi, ma decisi nel ripartire alle prime luci dell'alba e raggiungere il traguardo di Zagora entro il tempo massimo imposto dall'organizzazione.

Reportage della prima parte di gara. 25-11-2004 [Torna su]

Cari naturaiders, ben sentiti.
La competizione sta entrando finalmente nel vivo.
Dopo il trasferimento il giorno 22/11/04 da Marrakech a El-ksiba 1087 slm, gli atleti hanno preso finalmente possesso del territorio e stanno entrando nella parte. Il pomeriggio viene concesso per l’ambientazione del posto, alla messa a punto dei propri mezzi e dalle verifiche alle quali sono sottoposti tutti i raider in base al regolamento.
Cena a base di spaghetti al ragù nella quale si sono cimentati come cuochi Maurizio e Paolo, carne di montone e per finire sfogliatine alla mela sfornate per noi dalle mani della squisita Fathima e Patricia.
Finalmente sono le 7.00 del 23 novembre 2004 tutto è pronto.
L’aria è ancora frizzante, è un po’ nuvoloso, i raiders sono pronti già da 10 minuti, sono lì che scalpitano come dei leoni in gabbia………..ci siamo ancora le ultime spiegazioni di Maurizio ed un benvenuto al 1° NATURAID MAROCCO 2004.
Già dalle prime battute si intravede la grande forma che stà attraversando Michele Degasperi.
Il trentino, infatti, fa la sua andatura e già dai primi Km dove la strada asfaltata che porta al passo per Imilchil comincia a staccare gli avversari. Al 1° CP dopo 42 km altitudine 1730 m. Michele è già avanti con 10 minuti di vantaggio sul terzetto composto da Vittorio Serra, Raffaele Vergella e Giovanni Montini, segue a due minuti la coppia formata da Massimo Bina e Vincenzo Martini, più staccato Daniele Modolo e chiudono il gruppo Mauro Miorelli e l’unica donna temeraria a sfidare questa avventura, la cagliaritana Lisa Garau.
La strada continua a salire verso il cuore dell’atlante attraversando vallate ampie e una vegetazione molto rigogliosa.
La temperatura si mantiene fresca anche perché il giorno prima un passaggio di una perturbazione ha innevato le cime circostanti.
Al 2° CP passa ancora in testa indomabile Michele Degasperi, seguito a due minuti da Vittorio Serra che ha fatto una bella rimonta. Vergella e Montini tengono il passo dai primi e sono lì a pochi minuti. Gli altri invece pagano la prima parte dove hanno spinto forse un pò troppo. Ora il 3° CP è ad Agoudal nella zona dove inizia il cuore della gara. Al km 135 si abbandona l’asfalto ed inizia la pista sterrata. Il fondo è duro e ben compattato il territorio è arido, si attraversano piccoli villaggi, di terra, qui la gente vive proprio con niente. [Torna su

Reportage della seconda parte di gara 25-11-2004 [Torna su]

Cari naturaiders, ben sentiti.

Il 1° NATURAID MAROCCO 2004 si è concluso per 7 concorrenti
Michele Degasperi
Giovanni Montini
Raffaele Verzella
Vittorio Serra
Daniele Modolo
Massimo Bina
Vincenzo Martini

Sono ancora in gara Lisa e Mauro che sono partiti questa mattina da
Boumalne Del Dades.

Michele Degasperi alla sua prima esperienza in una gara cosi estrema, ed unica al mondo, ha subito dimostrato grandi doti di sacrificio e resistenza sia fisica che psicologica. Ricordiamo che ha fatto tutta la gara da solo affrontando le molte incognite e le possibili disavventure senza contare su nessuno. Ha imposto un grandissimo ritmo fin dall’inizio e guadagnando quasi 2 ore dopo 281 km e circa 5000 m di dislivello. Ha vinto meritatamente la gara in salita di notte dove la possibilità di sbagliare e perdersi è più facile e il sonno può avere il sopravvento.
In un momento di stanchezza nella notte, e in discesa, ha fatto un brutta caduta dove ha riportato una forte contusione al ginocchio e una mano sbucciata per la rottura del guanto, che gli ha impedito di manovrare bene la bici per il resto dell’avventura.
La parte finale nella zona desertica più calda lo ha messo in difficoltà sia per la poca acqua che ha preso al CP 6 e per il ginocchio dolorante. Anche se molto provato è giunto soddisfatto nel primo pomeriggio del 24 alle ore 13:58. Ricordiamo che è un grandissimo ciclista da strada che percorre circa 22000 km all’anno.

Alle 17:00 del 24 sono giunti al traguardo anche 3 atleti oramai esperti in questo tipo di gare.
Giovanni Montini, Vittorio Serra e Raffaele Vergella. I loro volti sono molto rilassati anche se stanchi. Hanno inseguito sempre assieme per tutta la gara Michele Degasperi con un gran ritmo, poi vedendo l’impossibilità oramai di raggiungerlo dopo il CP 7, hanno calato il loro ritmo e hanno affrontato la parte finale sotto il sole cuocente pedalando sul fondo sassoso del deserto con l’obiettivo di terminare assieme dimostrando un rapporto di amicizia rafforzato in questa gara.

Giovanni Montini il più esperto del gruppo in questo tipo di gare dall’invidiabile curriculum e spessore per quanto riguarda l’orientamento, ha detto dopo il traguardo di non aver mai trovato nei suoi raid multidisciplinari in giro per il mondo, una gara di MTB così lunga, impegnativa e difficile che offre all’atleta la vera possibilità di vivere l’avventura ai massimi livelli portando l’atleta a misurare le sue capacita di orientamento, e lui non ha mai sbagliato.

L’organizzazione ha imposto uno stop di 5 ore e 45 min per questioni di sicurezza a Boumalne De Dades che può forse aver penalizzato i 3 atleti nel tentativo di raggiungere di notte il forte atleta di Trento Michele Degasperi, ma in ogni caso dopo il CP 5 Degasperi è stato l’unico atleta che ha affrontato la pericolosissima discesa di 15 km che dai 2310 m di quota che porta al CP 6 su fondo sassoso e sconnesso, completamente solo e di notte.

L’organizzazione ha ritenuto importante bloccare la gara in quel punto perché qualche giorno prima aveva piovuto forte e rovinato la pista rendendola fangosa e franosa e poi la temperatura la sera precedente era scesa a meno 7.

La sosta forzata dall’organizzazione ai primi atleti a evitato che salissero di notte dal CP 5 situato a 1390 m di quota verso il passo a 2310 m di quota e affrontassero la discesa nella stanchezza più totale a temperature troppo rigide.

Questa notte alle ore 23:17 del 24 è giunto pure Daniele Modolo. Anche lui ha affrontato la gara in solitaria con la sua bici molto attrezzata per la sua totale sicurezza e lo ha dimostrato lungo il percorso decidendo al momento il riposo che il suo possente fisico muscoloso richiedeva approfittando anche di qualche piccolo alberghetto lungo il percorso dove lui si è rifocillato e recuperato che a reso per lui più viva la gara, gestendosi in completa autonomia. È giunto nella parte finale della gara nella notte ha perso i segni sul percorso e seguendo una pista non segnalata si e trovato fuori zona aumentando il chilometraggio di oltre 30 km.
Grande prestazione e avventura per lui che ha saputo mantenere uno stato psicologico di notevole spessore e livello non comune. 
Sapeva di essere in sicurezza dotato di tutto il materiale obbligatorio imposto dall’organizzazione e ha continuato su piste sbagliate ma cosciente che la direzione era quella giusta verso Zagorà.
Nonostante questa disavventura e giunto al traguardo situato davanti all’hotel della città in ottima condizione e sul suo volto sembrava non esserci nessun segno di stanchezza. Un plauso per aver mantenuto la giusta freddezza e per questa sua notevole impresa che lo porterà sicuramente a continuare e cimentarsi in altre avventure in solitaria.

Nel pieno della notte sono giunti Massimo Bina e Vincenzo Martini amici da sempre alle ore 01:10 del 25. Grandissima esperienza per loro che hanno viaggiato in coppia lungo il percorso gustando tutto il profumo che questa gara avventura poteva offrire.
Era la prima volta per loro, avventura nell’avventura e hanno vissuto la vera avventura, fermandosi lungo il percorso con i pastori, con i bambini che li circondavano gridando, nei villaggi vivendo il quotidiano senza le comodità che tutti noi abbiamo.
Nella notte, della parte finale nella zona desertica, hanno raccontato di essersi persi perché i bambini nascondono le indicazioni lasciate sul percorso dagli organizzatori e spostano i sassi per indicare altre piste. Anche se il road book molto dettagliato (segnare 475 km di percorso è molto difficile) la stanchezza può giocare brutti scherzi e fare valutazioni sbagliate.

“Giravamo da più di un’ ora, eravamo fermi, dopo essere caduti in una piccola discesa e esserci impiantati nella
sabbia, quando a mezzanotte sentiamo delle voci leggere: monsiu, monsiu. Ci siamo un pò spaventati perché non vediamo nessuno, ma poi si avvicinano e intravediamo 2 figure giovani, dei pastori che in qualche modo a gesti ci invitano nella loro casa fatta di argilla e paglia vicino alla pista. Siamo stanchi e deboli e li seguiamo. Entriamo e subito aprono dei tappeti con l’invito a sederci, ci preparano un te alla menta e dai gesti e le poche parole capiamo che la menta e del loro piccolo orto attorno alla casa.
Il rito del versarlo è molto lento e tutto intorno a una luce fievole. Lo beviamo. Avevamo l’intenzione di bivaccare all’agghiaccio, ma il tè alla menta ci ha scaldato e rinvigorito per completare gli ultimi km. E’ stata un’esperienza che rimarrà indelebile nei nostri occhi”

Sicuramente Massimo e Vincenzo hanno fatto un’esperienza che li ha arricchiti aprendo ancor più il loro cuore al mondo umano e lo si vedeva dai loro occhi brillanti e lucidi e lo si sentiva dal tono della loro voce commossa. Un grande abbraccio fra di loro e questi due amici sono andati a letto.

Bravo a Vincenzo che fino all’ultimo la sua presenza era in forse dopo la brutta caduta durante una seduta di allenamento in bici della settimana precedente la gara dove aveva avuto una commozione cerebrale.

Sul percorso sono rimasti ancora Lisa Garau appassionata di viaggi e Mauro Miorelli grande triathleta di livello nazionale, che hanno affrontato il 1° NATURAI MAROCCO 2004 e hanno deciso di viverlo da veri Naturaider come lo è la filosofia che contraddistingue il Naturaid, “viaggiare al ritmo del viaggiatore curioso amando il mondo in cui si vive”.
Loro stanno percorrendo le piste e fermandosi all’imbrunire nei CP per poi ripartire il giorno dopo.
Un grande bravi a entrambi per la loro voglia di vivere. [Torna su]

Check point 8: 26-11-2004 ore 13.15 [Torna su]
Lisa e Mauro sono giunti al campo CAMP visibilmente affaticati. Purtroppo Mauro ha dovuto ritirarsi per una rottura meccanica. Aspettiamo notizie per sapere se Lisa riuscirà in solitaria a raggiungere il traguardo entro il tempo massimo (16.20 locali).

Check Point 8 Campo CAMP: 26-11-2004 ore 14.00 [Torna su]
Lisa è uscita dal CP8 alle ore 12.45, determinata a concludere la sua avventura. Mauro si dice molte dispiaciuto per l'abbandono dovuto alla rottura del telaio della sua MTB sotto la sella. 
 

Zagora: 26-11-2004 ore 16.20 [Torna su]
Lisa è arrivata in solitaria al traguardo de1 1° NATURAID MAROCCO 2004 alle ore 15.14, concludendo la sua  gara "avventura" entro il tempo massimo stabilito dall'organizzazione ( 81 ore). Un plauso di merito per la determinazione  dimostrata da questa coraggiosa , quanto bella, ragazza cagliaritana.