Azilal 15-11-2005

Aggiornamento 15-11-2005

Aggiornamento 16-11-2005

Arrivo: 17-11-2005

Agdz: 20-11-2005


Cari Naturaider,

Dopo 80 ore dalla partenza dall'Hotel Du Lac vicino al lago Barage Bin el Quidane nella regione di Azilal eccoci ad Agdz, dove si è concluso il 2°Naturaid Marocco, la più incredibile, la più difficile, la più dura, ma anche la più affascinante e misteriosa gara di MTB al mondo. Al suo secondo anno di vita ha offerto ai partecipanti i luoghi più pittoreschi del Marocco su un percorso lungo 604 km. Una gara unica nel suo genere che ha visto la partecipazione di 15 appassionati della mountain bike. Temerari, avventurieri, amanti dell'avventura si sono conosciuti e confrontati. Queste persone fuori del comune hanno pedalato, con determinazione e impegno sulle difficili piste dell'Alto Atlante, superando il passo Tizi n-Quano fino a 2900 m, scendendo nelle pittoresche Gole Du Dades, poi ancora l'antico massiccio vulcanico del Sarhro abitato da nomadi Berberi e superando il passo Tizi n-Tazazert di oltre 2200 m di altitudine. Poi ancora una spettacolare discesa tra aride montagne nere e gole dai colori forti, arrivando nella zona desertica al limite del villaggio di Zagorà per poi risalire infine in un saliscendi continuo la famosa Draa Vally, una valle che segue l'omonimo fiume immerso in un magnifico verde fatto di palme cariche di datteri e di pittoreschi villaggi abitati da contadini. I 15 atleti e tra loro anche un famoso biker tedesco Henri Lesewitz e l'esperto estremo ungherese László Kovács hanno affrontato in completa autosufficienza e no stop i 604 km e quasi 8000 m di dislivello per mettersi alla prova e conoscere le proprie capacità interiori, sia fisiche che psicologiche. Doti che sono assolutamente necessarie per portare a termine una gara così estrema dove l'imprevisto e le difficoltà più impensabili sono un elemento sempre presente e costante. La carovana degli atleti dopo esser giunti a Marrakech si è subito trasferita a bordo delle Land Rover messe a disposizione dall'organizzazione. 5 erano i mezzi coordinati dall'esperto e infaticabile Mohamed che coprivano a turno e giorno e notte gli 8 CP distribuiti lungo il percorso dove gli atleti potevano rifornirsi di 3 litri di acqua e riposare. La partenza era nella provincia di Azilal a circa 200 km da Marrakech verso le montagne dell'Alto Atlante e alle 06:50 di martedì 15 novembre è stato dato il via. Il cielo era coperto e minacciava pioggia come da previsioni inaspettate, ma il grande entusiasmo dimostrato dal gruppo a permesso di pedalare arrivando al primo CP dopo 58 km. La jeep che precedeva il gruppo ha continuato verso la pista sterrata che portava sulle prime difficili montagne verso i 2000 m di altitudine. Purtroppo il giorno prima aveva nevicato e dopo una decina di km sulla pista un fango fatto di neve mescolato all'argilla rendeva difficile e pericolosissima la progressione della Land Rover che si è anche impantanata uscendo quasi di strada e mettendo in difficoltà gli organizzatori e il fotografo che seguivano la gara. L'organizzazione ha deciso immediatamente di bloccare la gara e seguire una variante che era stata studiata come via alternativa nel caso ci fosse stato qualche problema che poteva mettere in serio pericolo i concorrenti. La strada seguiva un anello che si allargava ricongiungendosi ancora sul percorso della gara ma di ben 47 km più lungo. La strada era stretta su buon asfalto, veloce per gli atleti ma che li ha stremati ugualmente perché una forte pioggia li ha perseguitati tutto il giorno arrivando in piena notte veramente infreddoliti al CP3 del villaggio di Agoudal dopo 173 km a 2360 m di quota. Qui nel piccolo alberghetto spartano qualcuno si è fermato per dormire qualche ora e rifocillato con della zuppa calda di legumi. Un gruppetto di temerari sfidava la notte e il freddo pungente che ha fatto scendere la temperatura fino a -8°. La parte più impegnativa veniva superata senza non poche difficoltà, il giorno dopo il tempo migliorava notevolmente e un sole splendente riscaldava il cuore, l'entusiasmo e bruciava la pelle. La zona desertica era un altro splendido disegno che questo magnifico paese offriva ai concorrenti di questa gara estrema. Pietraie, gole, colline aride, e grandi alberi di acacia solitari che di tanto in tanto offrivano ombra a pastori e greggi facevano compagnia agli atleti che passavano sulle polverose piste con le MTB cariche del materiale necessario all'autosufficienza per le 80 ore di tempo massimo consentito per portare a termine il 2°Naturaid Marocco 2005. Sacco a pelo e cibo era la parte più ingombrante e pesante dell'equipaggiamento che constava anche in lampade e pile di riserva, bussola, coltello, accendino e succhia veleno. Dal freddo più penetrante al caldo più torrido, questo un altro elemento che distingue questa straordinaria gara unica in assoluto. Anche Il fotografo e il biker tedesco ne sono rimasti entusiasti e hanno dichiarato di non aver mai visto una gara di questo tipo così difficile e complessa una vera avventura. E loro di gare se ne intendono visto che scrivono e fotografano eventi di MTB per BIKE MAGAZINE, la più qualificata rivista del settore in Europa. Lo spettacolo che offre questa gara non si limita ai paesaggi che si attraversano e si vedono di giorno ma pure la notte ha il suo fascino. Il Naturaid si è svolto nella settimana di luna piena, gli organizzatori hanno voluto far vivere l'avventura romantica anche di notte. Pedalare in una zona desertica senza rumori, da soli o con l'amico di avventura conosciuto lungo il percorso affascina ma farlo anche di notte accompagnati dai giochi di ombre e dai riflessi che fa la luna sulle colline tra le rocce o su i sassi è una sensazione molto speciale. Qualche atleta ha raccontato di essersi fermato e in meditazione fissava quelle ombre che sembravano scivolare e danzare dolcemente. Agli ultimi 100 km gli atleti si presentavano veramente esausti con gli occhi gonfi, ma un gran desiderio di arrivare. Un'ultima sosta sdraiati su grandi tappeti di una immensa stanza nascosta tra le mura di un polveroso villaggio dava la possibilità di recuperare ancora energie e cucinare del cibo liofilizzato con micro fornellino a gas. Poi via ancora su questa pista segnata con bombolette di sprai blu e con l'aiuto di un prezioso road book, fornito dall'organizzazione, che segnalava incroci, dislivelli, punti difficili. Era un trio ben affiatato che si dirigeva per primo verso il vecchio e discreto villaggio di Agdz, antico crocevia per carovane di mercanti che ancor oggi si possono incontrare nel suo caotico mercato. 53 ore e 09 minuti, più di 2 giorni per arrivare sotto l'arco della città. Vittorio Serra è il primo a tagliare il traguardo seguito a ruota da Massimo Bina e Raffaele Verzella. Da ricordare sicuramente la bravissima Elena Marchi l'unica donna presente che ha concluso la sua avventura in 78 ore e 40 min. Alcuni gruppi che si sono formati hanno rafforzato un legame di solidarietà sia tra loro che con la natura e condiviso queste vibrazioni che vanno al di la della pura competizione o del risultato a tutti i costi. Questa è stata una avventura e il premio più importante per la maggior parte è stato quello di aver partecipato e concluso la gara, con la consapevolezza di aver trascorso una parte della propria vita scoprendo sensazioni e sentimenti nascosti in qualche anfratto tra le proprie paure. E' stata una occasione per scoprire nuovi orizzonti e limiti. Sbandierare un risultato di piazzamento ad amici e parenti al ritorno è da poveri. La vera essenza di questa gara estrema è l'amore per la vita e per il mondo: il premio più grosso.

Il Direttore di Gara

Maurizio Doro


Arrivo: 17-11-2005 ore 11.59
VITTORIO SERRA ha vinto la seconda edizione del NATURAID MAROCCO 2005


16-11-2005
Il caldo si sta facendo torrido. Nel secondo giorno di gara la pioggia è stata spazzata via dal vento. Durante la notte 5 atleti hanno viaggiato verso la meta mentre altri hanno deciso di riposare e di affrontare il passaggio dal secondo al quarto CP durante il giorno. Non so chi ha fatto la scelta migliore, anche perché se a quest'ora il caldo è a dir poco spaventoso questa notte il freddo era veramente insopportabile soprattutto per le lunghe discese che il percorso presentava. Al CP 4 devono passare nove atleti i numeri 18,19,20,23,26,29,30,31 e 33. In testa abbiam un gruppo formato da Vittorio Serra(27), Raffaele Verzella(24) e Massimo Bina(150) quest'ultimo sembra la sorpresa della gara, non solo ha tenuto duro ma per qualche km ha pure tirato il gruppo. Gli inseguitori Kovacs Laszlo(32) e Sebastiano Favaro(25) hanno un distacco di 2 ore, Sebastiano ha viaggiato un buon tratto della notte solo e poi si è unito a lui Laszlo al CP 3. Ultimo inseguitore Henri Lesewitz(34), unico ad aver fornito questa notte ha un distacco di 4 ore dai primi. A presto 
Mattia

15-11-2005
...news dal marocco...alle ore 10.10 Maurizio a causa delle condizioni disastrose della strada dove dovrebbero passare i naturaiders decide di cambiare il percorso...la strada di natura argillosa mescolata con la pioggia è diventata troppo scivolosa e pericolosa per essere percorsa...decisione saggia vista la difficoltà incontrata dalla jeep a percorrere la strada quasi completamente in salita...negli occhi di Maurizio si può notare rammarico e tristezza nel prendere questa decisione,ma il percorso in questo tratto è effettivamente pericoloso...Maurizio stesso sul punto più alto a circa 2100 metri ha esclamato:"...mi vien quasi da piangere..."...cosa che non ho ancora detto è che a quest'altitudine e già da qualche bel pezzo in sotto è presente la neve. 4 naturaiders sono già arrivati al primo check-point.
Mattia

Azilal 15-11-2005
Questa mattina alle ore 6.30 è partito dalla valle di Azilal (734 m s.l.m.) il 2° NATURAID MAROCCO. I 15 concorrenti dovranno percorrere 557 km entro 80 ore in tappa unica. Le condizioni metereologiche sono avverse, con temperature notturne che scendono a -7 -10 gradi centigradi. Il percorso della gara si svolge in uno dei paesaggi più suggestivi del Marocco, partendo dall'Alto Atlante per concludersi nella Draa Valley nel villaggio di Agdz (557 m s.l.m.)
I NATURAIDERS dovranno percorrere con la loro MTB 200 km di asfalto e 348 km di pista sterrata superando una quota massima di 2900 m (s.l.m.) ed un dislivello totale di 7500 m. Sul percorso l'organizzazione mette a disposizione 5 jeep per la sicurezza e la tranquillità dei concorrenti.
Il Team