Interviste e impressioni al “2° NATURAID MAROCCO 2005”


Un'intervista di Georg Grieshaber (Photo-editor della rivista tedesca BIKE Magazin) a Maurizio dopo il 2°Naturaid Marocco 2005 

1.Cosa trovi di affascinante nelle gare – avventura? 
La cosa che mi entusiasma maggiormente nelle gare avventura è il confronto con l’ambiente, con la natura, riesco ad instaurare un rapporto molto forte e leale. La natura ha delle regole ben precise e immutate nel tempo, ancora primordiali, vere: non le puoi schivare, sono quelle, le rispetti e le affronti o scappi. Ecco, nelle gare avventura hai la possibilità di metterti in gioco, mostrare a te stesso quello che vali e solamente tu sai realmente il tuo valore. L’esperienza che ho acquisito negli anni mi permette ora di raggiungere dei traguardi importanti anche interiori.

2. Quali gare di questo genere hai giá fatto?
Ho fatto molte gare in questi anni nel mondo. Dalle gare multidisciplinari a squadre della durata anche di una settimana, a gare a tappe correndo nei deserti e tra i ghiacci, alle ultra distanze con la bici da corsa. Ma la gara che sicuramente mi è rimasta nell’anima è stata la Idita Impossibile in Alaska a 43 gradi sotto lo zero con la MTB. Ci sono andato ben 3 volte. E’ una gara no stop di 1800 km in autosufficienza completa, ed ho impiegato 19 giorni. C’è solamente un difetto, le gare vengono progettate da altri e ti viene offerta la possibilità di parteciparvi, ecco che allora io mi creo le avventure ed è così che ho realizzato diverse spedizioni in solitaria con la MTB in remote parti del mondo raggiungendo anche la quota di 5836 m pedalando. L’ultima, molto impegnativa e pericolosa, l’ho realizzata quest’estate attraversando il territorio dello Yukon in Canada in completa autosufficienza per circa 2000 km in 23 giorni, utilizzando la canoa indiana sul fiume Yukon, poi la bici nelle foreste per 800 km, e infine il kajak per raggiungere un villaggio di pescatori di balene sull’Oceano Artico verso il Polo Nord. Ho vissuto un bellissimo sogno. Molti miei racconti e tantissime foto si possono trovare sul mio sito: www.mauriziodoro.it.

3. Come ti é venuta esattamente l´idea del Naturaid? 
Volevo partecipare ad una gara speciale di ultra distanza no stop con la MTB sulle montagne e nel deserto, ma attualmente non esiste, così l’ho inventata con l’idea di parteciparvi anch’io (ma non ho ancora potuto farlo, spero il prossimo anno). E’ nato così il Naturaid Marocco unica gara nel suo genere. In un ambiente molto speciale, il percorso attraversa l’importante catena montuosa dell’Alto Atlante fino a 2900 m, poi l’antico massiccio vulcanico del Saharo, fino a 2200 m, abitato dai nomadi Berberi, la gara continua poi verso le prime zone desertiche del Sahara per poi risalire la bellissima Draa Valley, ricca di palme giganti e numerosi piccoli villaggi che accolgono i concorrenti con gioia e grande disponibilità.

4. Quali sono le difficoltá per realizzarlo? 
Le difficoltà sono molte perché faccio tutto da solo e non ho sponsor, fortunatamente qualche amico mi aiuta perché è entrato in sintonia con la gara e si diverte. Cercare le piste, tracciare e realizzare il road book per 600 km è veramente un lavoro lungo e faticoso anche perché quando ritorno dalla ricognizione sono a Marakkech da solo, e non avendo la struttura per stampare e stilare tutto il cartaceo, mi tocca girare di qua e di la negli uffici e tra i computer della città per preparare il materiale da dare ai concorrenti. Ma è un’ avventura anche questa e lo faccio con grande entusiasmo. La gioia più grande mi viene data dai concorrenti che nonostante la stanchezza e il lungo percorso arrivano al traguardo stanchi ma pieni di gioia; questo mi emoziona.

5. Per te quale é il fascino del Marocco e dell´Alto Atlante? 
Il Marocco è un paese veramente stupendo e magico. Forse la particolarità di questo paese è che è molto vicino al nostro, infatti in 2 ore e 30 di volo si arriva e nello stesso tempo raggiungi villaggi che ti riportano in un’altra epoca passata, di almeno qualche centinaio di anni fa. Si vedono contadini che arano i campi con rudimentali aratri di legno, si incontrano donne che riempiono otri ai pozzi dei villaggi, uomini e muli carichi di erba per il bestiame, piccoli pastori berberi soli sui monti con le capre, in un ambiente che da veramente serenità, ogni angolo di montagna e dopo ogni curva o colle della pista ti ritrovi con davanti una nuova foto.

6. Hai giá un piano per il Naturaid 2006? 
Sì, la gara è già nella mia testa, sarà ancora nella settimana di luna piena in ottobre, è una sensazione molto piacevole pedalare di notte accompagnato dalla propria ombra e nel silenzio più assoluto. Sicuramente cercherò di anticipare di qualche settimana rispetto allo scorso anno perché in alta quota la nevicata ci può sorprendere improvvisamente, come è capitato in questa 2° edizione. Il 3° Naturaid Marocco sarà ancora più lungo, fino ad arrivare a 700 km: ora si, sta diventando un vera gara di avventura per gli atleti che cercano il proprio limite. Tutte le informazioni sono sul sito www.naturaid.com 

7. Quale é la tua filosofia di vita?
La mia vita la vedo come le stagioni, ogni periodo ha un ciclo, io cerco di viverla e accettare ogni momento, perché tutte le sensazioni sono importanti per portare a termine la propria esistenza nei migliore dei modi. Cerco di amare e rispettare il più possibile me stesso, per poi farlo anche con gli altri: è un’impresa molto difficile ma ogni giorno provo a farlo, 

Ciao e grazie Mauri


Guido  Bassani

Quando, mi è stato chiesto di partecipare a quella che , a pensarci bene non so nemmeno come definire, comunque chiamiamola “gara”, non avrei mai pensato che avrebbe avuto su di me un effetto strano, piacevole e allo stesso tempo doloroso di un intenso come possono essere solo avvenimenti che per il segno che lasciano in noi valutiamo grandiosi.

Le uniche preoccupazioni che avevo prima della partenza erano del tipo:” ce la farò? “  “ il porta pacchi reggerà?” E tutta una serie di sciocchezze di carattere ciclistico che alla fine sono state le cose meno importanti di tutto il mio viaggio.

Anche se non era la prima volta che partecipavo  ad escursioni di parecchi giorni, era comunque la prima in un paese extra europeo. Questo è probabile che abbia fatto si che mi lasciassi trasportare da fantasie o racconti dove si sostiene che di certi posti poi si sente la mancanza senza sapere bene il motivo. Il fatto è che da quando sono tornato non riesco a pensare ad altro. Sono partito con l’idea di vivere tranquillamente questi giorni, consapevole della mia condizione atletica. Non era certamente quella di un agonista.

Ho subito trovato ottima compagnia, persone che avevano uno spirito simile al mio, con le quali ho condiviso sia il sorriso che il dolore, che sono state capaci di sostenermi quando ne ho avuto bisogno, e per questo ringrazio.

Man mano che passavano le ore e si macinavano chilometri , le fatiche venivano alleviate da paesaggi stupendi, o da un cielo notturno che noi padani non vediamo più nemmeno nei sogni.

Ma una cosa  mi ha colpito più di ogni altra, lo sguardo della gente in particolare dei bambini.

Sono consapevole del fatto che per molti di loro eravamo solo dei bambini un po’  cresciuti e viziati  che  giocavano agli avventurieri, ma nei loro occhi mi è sembrato comunque di leggere la voglia di comunicare qualcosa.  Forse la mia fantasia sta spaziando in  posti che nemmeno conosco, ed è probabile che un selvatico come me non riesca nemmeno a cogliere certe sfumature che il mondo gli riserva. Ma comunque di una cosa sono certo, che non dimenticherò tanto facilmente, il sorriso di un bimbo che battendo la sua mano contro mia, sfiorava il  mio palmo con le dita, quasi volesse dirmi:” lieto di averti incontrato.” In quel momento il mio corpo e stato percorso da un brivido mentre mi chiedevo il perché di tanta gentilezza. Forse non riuscirò mai a spiegarmi il motivo di quel saluto così caloroso, ma sono contento che ciò sia avvenuto. Mi piace pensare che sia un punto d’incontro tra due “persone “  diverse che non si temono e si rispettano.

Protei continuare per ore nel descrivere momenti simili, ma sarei sicuramente palloso e banale, quindi passiamo a cose più effimere e  scontate, ma che comunque sono piacevolmente dovute.

In effetti queste quattro righe mi sono servite solo per arrivare a questo . Ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questa settimana. Voglio che sappiano che se pur con qualche difficoltà è una cosa che merita di essere vissuta se possibile intensamente come lo vissuta io. Dall’organizzazione, alle persone che hanno seguito il mio lavoro durante la mia assenza, i miei amici, che mi hanno convinto a partecipare, e infine, ma non per ultimi, ai miei, spero nuovi amici, conosciuti durante il viaggio.

A tutti grazie    Guido.


Sebastiano Favaro

"Ho due gambe due braccia un cuore una faccia.

61 ore di mtb no-stop. Ripenso già nella mia mente a questo arco temporale determinato che mi ha visto percorrere uno spazio lungo 604 km tra l’Atlas il massiccio vulcanico del Sarhro la zona desertica Jbel Beni, e infine la risalita della splendida Draa Valley.

Amante della mtb ma soprattutto delle emozioni che ne derivano(un viaggio con www.mauriziodoro.it andrebbe prescritto a tutti) mi tuffo trepidante in questa seconda edizione di una gara unica al mondo. Il Naturaid .Una competizione verso quella potenza generatrice che ci fa respirare, ci riscalda e ci regala fenomeni meraviglie e segreti. Autosufficienza.Ogni individuo ha diritto dall’organizzazione a soli 3 litri di acqua ad ogni check point. Aspetto organizzativo calcolato e misurato nei minimi dettagli. Scenari d’alta quota temperature sotto lo zero zone desertiche e progressione in notturna su piste sconosciute aumentavano in me il desiderio durante la preparazione.

La Partenza dei quindici intrepidi dopo la verifica del materiale obbligatorio avviene da Barage Bin el Quidam verde zona nei pressi dell’omonima diga raggiunta dopo l’ avvicinamento in Land Rover tra pioggia, e timori per il tempo incessante e battente. Partenza ore 6:50 del 15 novembre con i primi chiarori. Distacco dal km 00 riportato sul mio road book. Metto subito in pratica l’abile consiglio del doctor Vittorio Serra, di leggere il percorso fin dall’inizio senza seguire il gruppo particolarità di questa gara che obbliga non solo a pedalare ma cosa ben più importante allenare la mente alla concentrazione su direzioni e incroci. Dopo poco mi risulterà già una routine l’azzeramento del contakm parziale, manovra che ripeto ad ogni precisa indicazione riportata dal direttore di gara.

Il passaggio delle ore e del brutto tempo che ci obbliga ad una deviazione decisa dall’organizzazione dopo il primo CP mi immergono nel giusto clima di gara. Regolare sereno ma curioso di sapere come procedeva la testa e la coda della corsa. Il far della notte mi attrae sempre più e quando accendo la lampada non vedo più la mia ombra e la stanchezza, le gambe ben coperte girano bene. La luna si nasconde disegna figure solitarie la temperatura si fa più rigida e i km sotto i piedi rendono giustizia alla mia voglia di continuare. Raggiungere da solo Agoudal al check point 3 in piena notte dove il ghiaccio rendeva difficoltoso il movimento della catena del cambio, il silenzio era nero ed il respiro cadeva tra gelo e oscurità fanno parte di una notte che continua a contare davvero.

Poco più di un’ora e mezza per un’inestimabile zuppa calda, cura contro l’intorpidimento dello stomaco e un caldo riposo rigenerante nel sacco a pelo.

Mentre ripeto con attenzione i movimenti prima di ripartire Lastzo forte atleta ungherese arrivato da poco e subito immersosi in esercizi yoga mi chiede di poter continuare assieme. Per me va bene

Ci aspetterà la cima Coppi. Un valico di 3000m. In un paio di occasioni scendiamo anche dalla bici  ma non per la ripidità della pista ma soltanto per aver l’equilibrio e la possibilità di riscaldarci le mani soffiando tiepidi aliti attraverso i guanti.

Nasce un nuovo giorno la partita continua. Rimango ipnotizzato dai profili netti e distinti delle montagne che si stagliano attorno a me. Una lunga discesa tornanti, ruderi, campi villaggi poveri mi si pongono di fronte. Mastico malissimo un inglese scolastico, mi basta. Con Lastzo  nasce un’intesa. Arriveremo dopo un’altra notte tra le montagne, all’alba del terzo e ultimo giorno. Le montagne si allontanano alle nostre spalle e questo aspetto costatoci fatica e coraggio alimenta solo il nostro entusiasmo e la mia nostalgia. Ormai pietraie e sabbia diventano il pane per il nostro battistrada.

La parte conclusiva la Valle del Draa assume le sembianze di un grande giardino, piantagioni di palme da datteri sovrastano fazzoletti di terra coltivati. Incrocio sguardi di bambini, contadini intenti nella raccolta dei datteri nella lavorazione della terra e donne radicate in un contesto arcaico e per questo di valore.

Qui la natura scandisce ancora il suo prezioso tempo

Agdz. 17 Novembre h 19:50 km 604 qui termina o ricomincia, non lo so, il mio Naturaid 2005. 

Sono arrivato a mani vuote e tu Marocco mi hai accolto come un re."

Grazie di cuore Maurizio

Grazie di cuore amici Naturaiders

Sebastiano  


Elena Marchi

 

Non vedevo l'ora di partire: la bici pronta e carica proprio come me e quel pensiero bello di essere già in sella e di avere con me tutto ciò di cui potevo avere bisogno... Aah! che incredibile senso di libertà! (ancora non sapevo cosa mi aspettava...)

Il cielo era coperto ed anche se non faceva molto freddo mi spaventava l'idea che potesse piovere...ma non può piovere!!! Ecco subito le prime gocce e subito l'imprevisto ci metteva alla prova rovesciandoci addosso una pioggia fredda ed insistente. Guardavo il cielo più e più volte con la speranza di vedere quel timido sprazzo di sereno che non c'era e continuavo il mio viaggio con i piedi che oramai non sentivo più dal freddo. Mi tornano in mente le parole di Maurizio: "per uscire da una situazione scomoda l'unico modo è non fermarsi, andare avanti fino alla meta"

Inutile dire quanto possano contare in certi momenti due parole scambiate conun compagno d'avventura, un buon bicchiere di te caldo ed un'asciugatina di piedi in un accogliente rifugio berbero.

Si riparte rinvigoriti anche se è notte, amirando la luna e le stelle che così grandi e luminose non le avevo mai viste.

I giorni seguenti hanno avuto per me un crescendo di intensità: abbiamo attraversato vallate deserte e villaggi sperduti, strade zeppe di bambini bellissimi con occhi tanto grandi da arrivare a colpirmi nel profondo anche nei momenti di "affanno"; qualcuno ci seguiva anche a piedi o con qualche mezzo di fortuna, e ci facevano un pò compgnia. Non li dimenticherò mai come non dimenticherò la gente che ci salutava spesso con entusiasmo: ho sentito di fare parte per qualche istante della loro semplice esistenza e loro fanno ancora adesso parte della mia. Ho visitato un mondo che credevo esistesse solo nei sogni, fatto di colori, profumi, luci e rumori nuovi che riempiono con la loro semplicità l'anima di emozioni intense.

Non ricordo più il freddo e la fatica , la nausea del cibo ingerito a volte per forza e la sabbia negli occhi, perchè qualcosa di più grande e misterioso li ha velati, li ha nascosti alla memoria e mi permette ancora di rivivere questa avventura senza soffrirla.

Avvicinandomi al traguardo un misto di gioia e malinconia allo stesso tempo mi invadevano il cuore: gioia per aver portato a termine un'avventura insolita. Malinconia perchè nella fatica ho potuto vivere momenti indimenticabili; in più un gruppo di nuovi amici era già al traguardo e ci aspettavano i festeggiamenti e lo scambio di impressioni...è strano e meraviglioso scoprire come ognuno possa dare e ricevere in modo diverso dalla stessa esperienza.

Forse è proprio questo che spinge un amante della natura a sopportare ed a resistere in condizioni "proibitive": il fatto di sapere che quel ricordo durerà per sempre e sarà stimolo ed aiuto nella vita di tutti i giorni a non farsi abbattere dalle difficoltà, ma ad affrontarle a testa alta in modo che possano essere motivo di arricchimento personale.

Un grazie ed un abbraccio a chi mi ha dato l'opportunità di partecipare, a chi mi ha accompagnata e sostenuta, ed a tutti i naturaider che ho conosciuto e con i quali ho condiviso momenti magici. Alla prossima!!!

Elena.


Franco Minello

Come sei venuto a conoscenza di questa gara?
Sfogliando il sito di maurizio dopo averne parlato lo scorso gennaio in SUDAFRICA
Hai gia fatto qualche esperienza simile?
No anche se ci sto pensando da diversi anni
Perché ti avvicini a una gara-avventura così insolita e particolare?
Per conoscere i miei limiti sportivi ed umani e gustarmi in assoluta tranquillità l'interno del Marocco del quale ho sempre sentito parlarne.
Inoltre parto con la convinzione che simili esperienze in autosufficienza siano un modo per conoscermi e maturare interiormente
Pensi di percorrere questi 600 km in solitaria o ti piacerebbe affiancarti a qualcuno?
Purtroppo ho tre rompico.... che non mi lascieranno scappare e certamente
sarò marcato a uomo..... Scherzo!!!!! ...
Fortunatamente ho la possibilità di condividere questa esperienza con altri tre amici con i quali ho già viaggiato assieme riscontrando le stesse passione e ...purtoppo anche le stesse sofferenze!!!
Come ti stai preparando atleticamente a questa gara?
Con le mie solite uscite settimanali e nei prossimi giorni.. tempo permettendo, con qualche ulteriore allenamento in bici o a piedi... tanto avverto già i favoriti.... il podio sarà nostro!!!!
Cosa pensi di portare con te per la tua sicurezza e per la riuscita stessa della gara?
La mia bici e spero in qualche cammello volenteroso.... No!!! porterò con me una grande voglia di scoprire... e se possibile di arrivare
Come sarà la tua alimentazione?
Sei mi stato in Marocco?
No, anche se ho condiviso tramite foto e filmati i precedenti viaggi fatti dagli amici
Come pensi di riuscire a comunicare nel caso di bisogno con i berberi che sicuramente incontrerai nei percorsi e che normalmente non parlano il francese?
Ma io conosco il berbero!!!! sbaglio è il barbaro!!!
Pensi di comunicare con i tuoi cari che sicuramente ti aspettano a casa o preferirai staccare del tutto e per una settimana farti assorbire completamente dal mondo berbero?
Avrò già il mio bel daffare per comunicare con i miei amici e quindi penso che non ci sia spazio per nessun altro.
Ciao grandissimo Mauri... prepara la coppa


Sebastiano Favaro

 Sebastiano sulle dune di Tinfou durante il Naturaid 2003

Piccole ed esigue parole per una grande avventura che emoziona al solo pensiero.

Saluti

Sebastiano

Dopo il raid in solitario Venezia Santiago de Compostela(2800km), e le pedalate nell’India del Nord  il NaturaIder Sebastiano si rituffa in un’altra avventura firmata Maurizio Doro.

Prenderà il via il 13 Novembre alla seconda edizione del Naturaid,Marocco2005

600km in autosufficienza tra le montagne dell’alto Atlante e le dune desertiche del sahara.Una gara di mtb ‘non stop’ che prevede l’ autosufficienza alimentare e l’orientamento mediante road book. Sebastiano impiegato 29 anni di Maerne di Martellago tesserato per il gruppo Scavezzon di Spinea cercherà di mordere quelle piste marocchine che già nel 2003 lo affascinarono e lo colpirono per la loro bellezza e per il loro incanto. Una gara/avventura dove i preparativi sono stati calcolati e attenti, e dove l’attesa diventa già piacere.  Una vera avventura dove la fatica sarà proporzionata con le continue scoperte. Angoli di terra dove popolazioni berbere lontane e diverse da noi vivono immerse nella semplicità di un sorriso che regalano ai viandanti in bicicletta. Buona avventura a tutti gli avventurieri

Come sei venuto a conoscenza di questa gara?
Direttamente dalla voce di Maurizio Doro quando durante i suoi viaggi racconta e ci spinge verso quell’ avventura chiamata vita.
Hai gia fatto qualche esperienza simile?
Gare di endurance in mtb e qualche viaggio extraeuropeo ma questa è la prima esperienza in autosufficienza
Perché ti avvicini a una gara-avventura così insolita e particolare?
Per rincorrere una grande emozione su due ruote 
Pensi di percorrere questi 600 km in solitaria o ti piacerebbe affiancarti a qualcuno?
Non saprei, cercherò la mia andatura sarà poi la strada che mi fornirà incontri e situazioni indispensabili per arrivare... 
Come ti stai preparando atleticamente a questa gara?
mi preparo con pomeriggi in piscina alternati a qualche uscita con bici da corsa 
Cosa pensi di portare con te per la tua sicurezza e per la riuscita stessa della gara?
L’aria distratta di chi sa che tutto ciò che incontrerà lo renderà felice
Come sarà la tua alimentazione?
Maldodestrine+Grana+Miele+Fruttasecca+CousCous
Sei mai stato in Marocco?
Ho avuto la fortuna di sorprendermi e di riempire la mia valigia di Marocco in occasione di un viaggio organizzato da Maurizio Doro nel 2003 dove si maturarono solide amicizie che vengono tuttora alimentate con i continui Naturaduni in giro per l’Italia.
Come pensi di riuscire a comunicare nel caso di bisogno con i berberi che sicuramente incontrerai nei percorsi e che normalmente non parlano il francese?
Con un sorriso e qualche gesto
Pensi di comunicare con i tuoi cari che sicuramente ti aspettano a casa o preferirai staccare del tutto e per una settimana farti assorbire completamente dal mondo berbero?
Le persone care pedaleranno in gara con me, al resto non ci penso 


Mauro Miorelli

Come sei venuto a conoscenza di questa gara?
Ho saputo del Naturaid appena Maurizio ha reso nota la sua intenzione di organizzare questo evento.
Hai gia fatto qualche esperienza simile?
Non vedo l'ora di presentarmi al via del mio secondo Naturaid Marocco.
Perché ti avvicini a una gara-avventura così insolita e particolare?
Perchè so per certo che questa è la miglior possibilità di integrazione d'avventura, sport, vacanza e stacco completo con la realtà quotidiana.
Pensi di percorrere questi 600 km in solitaria o ti piacerebbe
affiancarti a qualcuno?
Salvo parere contrario dell'interessata vorrei vivere quest'avventura con l'amica di sempre Elena "P.di Cuoio" Marchi.
Come ti stai preparando atleticamente a questa gara?
Vado in bici tutto l'anno 2-3 volte alla settimana con qualche Km in più il fine settimana, forse mi viene buono anche "l'allenamento straordinario" fatto alla 24h in settembre.
Cosa pensi di portare con te per la tua sicurezza e per la riuscita stessa della gara?
Spero di portare quel tanto di testa che basta.
Come sarà la tua alimentazione?
La mia alimentazione sarà frutta secca, grana, barrette, carboidrati e maltodestrine in forma liquida e gel, il tutto sarà integrato dalla cucina locale come lo scorso anno.
Sei mai stato in Marocco?
In marocco sono stato una sola volta, edizione Naturaid 2004.
Come pensi di riuscire a comunicare nel caso di bisogno con i berberi
che sicuramente incontrerai nei percorsi e che normalmente non
parlano il francese?
Non sapendo neanche il francese il problema comunicativo verrà + o - soddisfatto con l'improvvisazione.
Pensi di comunicare con i tuoi cari che sicuramente ti aspettano a
casa o preferirai staccare del tutto e per una settimana farti
assorbire completamente dal mondo berbero?

Non so ancora quanto mi coinvolgerà la magica atmosfera del Naturaid, forse qualche sporadico sms per comunicare la mia sopravvivenza.


Livio Torresan

 

Come sei venuto a conoscenza di questa gara?
Dal grande Maurizio, nei precedenti viaggi fatti con lui.

Hai gia fatto qualche esperienza simile?
No purtroppo.  

Perché ti avvicini a una gara-avventura così insolita e particolare?
Per provare le mie reazioni in situazioni limite come quelle che penso di trovare in Marocco, e in particolare per conoscere questi posti meravigliosi nella più assoluta libertà.

Pensi di percorrere questi 600 km in solitaria o ti piacerebbe affiancarti a qualcuno?
Partiamo in tre amici per poter aiutarci a vicenda.
Come ti stai preparando atleticamente a questa gara?
Purtroppo avendo subito un intervento al ginocchio nel mese di agosto ed essendo ancora in fase di riabilitazione, mi sto preparando cercando di forzare sempre un pò di più nelle mie uscite settimanali in mtb... ben sapendo che la mia sarà una andatura non da gara estrema...e nutrendo molti dubbi sulla possibilità di arrivare nel tempo limite stabilito....
Cosa pensi di portare con te per la tua sicurezza e per la riuscita stessa della gara?
La mia grande passione e voglia di avventura... per il resto tutto quello prescritto e previsto da Mauri
Come sarà la tua alimentazione?
Frutta secca..barrette energetiche e qualche scatoletta di tonno e carne.
Sei mai stato in Marocco?
Due volte, con i viaggi organizzati da Maurizio.
Come pensi di riuscire a comunicare nel caso di bisogno con i berberi che sicuramente incontrerai nei percorsi e che normalmente non parlano il francese?
O in francese o con i gesti.
Pensi di comunicare con i tuoi cari che sicuramente ti aspettano a casa o preferirai staccare del tutto e per una settimana farti assorbire completamente dal mondo berbero?
Dalla partenza della gara all'arrivo comunicherò solo con me stesso.


Stefano T. Fabrizi

Come sei venuto a conoscenza di questa gara?
Attraverso il sito ufficiale di Maurizio Doro che conoscevo già per fama per le sue imprese estreme che mi hanno sempre affascinato.
Hai gia fatto qualche esperienza simile?
Così estrema...direi di no. Anche se mi sono cimentato in viaggi in bici di una certa importanza
come la Nuova Caledonia nel 1997, e gran parte della Grecia, le cui montagne e paesaggi poco antropizzati rappresentano una palestra ideale per l'allenamento.
Perché ti avvicini a una gara-avventura così insolita e particolare?
Perchè è una sfida prima di tutto con me stesso, per tracciare la mappa dei miei limiti e capacità psico fisiche ed umane.
Pensi di percorrere questi 600 km in solitaria o ti piacerebbe affiancarti a qualcuno?
Mi piacerebbe sicuramente affiancarmi a qualcuno con cui pedalare in sintonia. In compagnia infatti la sinergia è nettamente maggiore e nel caso di una gara come questa si fa ancora più particolare. Allo stesso modo non mi dispiacerebbe assolutamente farla in solitaria, con la mia cadenza.
Come ti stai preparando atleticamente a questa gara?
Parallelamente alle uscite in bici, eseguo anche delle sessioni di corsa, come pure di nuoto per incrementare
maggiormente la resistenza aerobica.
Cosa pensi di portare con te per la tua sicurezza e per la riuscita stessa della gara?
Una bici super affidabile e collaudata, assemblata personalmente e già testata in altre situazioni.
Un abbigliamento tecnico essenziale ma specifico per quella gara. Tra le varie cose un GPS da polso oltre alla bussola, un paio di occhiali speciali anti UVA
Come sarà la tua alimentazione?
Aminoacidi Ramificati, maltodestrine, vitamine, e alimentazione fabbricata artigianalmente.
Sei mai stato in Marocco?
Si ma non in bici e ne sono rimasto estasiato.........
Come pensi di riuscire a comunicare nel caso di bisogno con i berberi che sicuramente incontrerai nei percorsi e che normalmente non parlano il francese?
Con i gesti, le buone maniere, col sorriso...
Pensi di comunicare con i tuoi cari che sicuramente ti aspettano a casa o preferirai staccare del tutto e per una settimana farti assorbire completamente dal mondo berbero?
Ci sarà il momento magico di completo distacco dal resto mondo...per fortuna....

INTERVISTA A MAURIZIO DORO DEL 15 DICEMBRE 2004 per SOLOBIKE.IT

1) Innanzitutto fai una tua piccola descrizione, per chi ancora non ti conoscesse.
Sono un viaggiatore estremo curioso (tutto sul mio sito www.mauriziodoro.it)

2) Molto spesso si accomuna la MTB alla competizione, ma tu la vedi in un altro modo, vero?
Be si, credo proprio di si anche se la pratico ancora come atleta, mi piace la competizione ma con me stesso scoprire i lati più nascosti della propria anima, con te stesso non puoi proprio barare: tu solo sai veramente cosa vali. Agl'altri non interessa il superman, si avvicinano se c’è fiducia e verità. Mi piace vivere il contatto con la natura e le sue principali regole primordiali e poi trasmettere le mie emozioni perché possano essere una curiosità per gli altri e provino un altro cammino che magari non conoscevano.

3) Come è nata la tua passione per la MTB?
Ho cominciato 20 anni fa con le gare di paese, ma mi accorgevo che io cercavo altro, erano un allenamento per le mie avventure gia da giovane. Infatti mi caricavo la bici in spalla quando era necessario e andavo in montagna o su per le ferrate e poi ritornavo pedalando per sentieri. Usavo la MTB per spostarmi in ambiente perché ero più veloce e riuscivo a fare grandi distanze che non potevo fare a piedi.
Fino ai giorni nostri con avventure che richiedono grande esperienza.

4) Come è nato il tuo concetto di Naturaid?
È una parola che ho inventato molti anni fa, ma ero geloso, o forse dovevo solo crescere ancora. Sin da piccolo vivevo a contatto con la natura e crescendo l’ho amata sempre più perché mi da tanto, Più io do a lei (fatica, dolore, sofferenza) e più lei mi da (gioia, conoscenza interiore, incontri…cibo per l’anima). Poi ho capito che potevano e dovevano goderne anche gli altri di questo mondo che ti da tutto gratis senza spendere una lira…ci vuole solo una gran voglia di sincerità…è troppo alto il prezzo?

5) Come stai portando avanti la tua concezione di Naturaid?
Con grande rispetto e libertà per chi si avvicina a questa filosofia.
Organizzo dei Naturaduni e chi vi partecipa si sente tra persone di grandi valori e si fida degli altri. E’ bellissimo vedere queste
persone che cercano di conoscersi un pò più a fondo. Sono nate delle profonde amicizie. Chi non ha dentro queste regole elementari di vita non riesce a emergere e intaccare il gruppo dei Naturaider perché non c’è terreno fertile per il non rispetto.
Sto creando un’associazione ed è appena uscito il primo numero dicembre del giornalino “Naturaid News”.

6) Quali sono le avventure e i luoghi che più ti hanno lasciato qualcosa dentro e perché?
Ogni cosa che ho fatto mi ha tolto e dato qualche cosa. Tutte le avventure mi hanno insegnato e arricchito.
Ma credo che le avventure Nel Grande Nord mi siano rimaste dentro in maniera forte. Mi hanno fatto capire chi sono veramente e perché lo faccio. Il Grande Nord con i suoi freddi che ho conosciuto oltre i meno 40° ti fa capire che non puoi andarci per scherzare, non ci vai per prendere in giro ne te ne gli altri. Qui ho trovato delle popolazioni speciali che per necessità devono aiutarsi ed essere leali. Chi non ha rispettato queste regole è tornato a casa. Mi rimane molto forte spiritualmente il regalo di un cacciatore Canadese, un dente di grizzly: è per te rispettalo mi ha detto.
È il regalo più importante che ho ricevuto fino ad ora nella mia vita.

7) Cosa consigli a tutti coloro che vorrebbero fare qualcosa di estremo, ma non hanno il coraggio di provarci?

Non si prova a fare queste cose, ci si avvicina piano piano. Ripeto è una questione mentale e di cuore ce l’hai dentro. Si cresce piano piano maturando di esperienza facendo prima cose piccole, mai volere tutto subito.
Non lo si fa ne per danaro ne per notorietà, anche se a volte capitano entrambi, ma per amore perché non te lo impone nessuno di rischiare…solo tu.

8) Quali sono i tuoi prossimi impegni e cosa stai preparando per il 2004?
Forse intendi 2005?
Proprio il 1 gennaio partirò per il Sud Africa per 15 giorni con un gruppo di 25 biker-naturaider e pedaleremo sul confine con la Namibia fino a Città Del Capo. Una bella avventura sicuramente, ma naturalmente in sicurezza perché ci saranno dei pulmini al seguito.
Avremo le nostre tende, e non ci saranno guide del posto. Mi piacerebbe mandare le impressioni e le foto in diretta dal tour per
far partecipare anche gli amici a casa, mi sto preparando con il pc portatile, vedremo.

In maggio sto preparando un tour di una settimana in Marocco sempre in MTB e lontano dai classici itinerari turistici. Una buona
occasione per incominciare a conoscere il mondo dell’avventura e conoscere altri biker.

Poi in giugno-luglio sto preparando la mia spedizione importante e difficile che richiede grande determinazione mentale e allenamento: un mese circa in completa autonomia alimentare e senza mezzi al seguito, la discesa del fiume Yukon per 800 km e poi continuando con la MTB per 900 km fino all’oceano artico verso il polo Nord.
Naturalmente tutto il carico e la bici saranno sulla canoa indiana.

In agosto è in preparazione una spedizione di 3 settimane per gli amanti dell’avventura di alto livello in India nella Spity Valley
(residenza estiva del Dalai Lama) un ambiente buddista oltre i 4000 m in autonomia completa con jeep al seguito, autisti, guide locali e cuochi che cucineranno per noi.
Visiteremo monasteri e popolazioni di alte quote naturalmente sempre in MTB.

E poi in novembre l’appuntamento per il 2°NATURAID MAROCCO 2005 la gara più estrema che avete seguito anche voi con i collegamenti in diretta. Per il prossimo anno la distanza dovrebbe essere di 600 km.